Palermo

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PALERMO

Qualcuno dice che Palermo sia la città dalle mille sorprese e a visitarla tutta questa sensazione si percepisce forte.

La sorpresa spesso deriva dalle sue contraddizioni, ma innegabile è il potere forte che esercitano su questa città la storia e il suo patrimonio. Nel corso dei secoli questa città ha goduto e sfruttato la sua condizione multi etnica, arricchendosi e tramandando il meglio di tutte le culture e i popoli che l’anno abitata.

Castelbuono, Palermo
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Castelbuono, Palermo

Una vacanza a Palermo, come in tutta la Sicilia è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, non si può infatti sottovalutare la tradizione culinaria di questa città i suoi dolci le sue zuppe le sue straordinarie formine di pasta di mandorle.

La città di Palermo è circondata da rilievi piuttosto alti ma in realtà si sviluppa completamente nella pianura sottostante. Le strade del centro storico restituiscono all’improvviso angoli e scorci dal valore e dalla bellezza inestimabile: palazzi, castelli, fontane, edicole, chiostri e teatri.

La città di Palermo offre al visitatore una complessa mescolanza di stili architettonici come quello greco-romano, normanno, arabo, islamico, intercalati da innumerevoli e pregiati elementi barocchi. Diverse e ben conservate le chiese e i palazzi in stile liberty che donavano alla città un’eleganza e una leggerezza d’altri tempi.

Sono ancora visibili i pittoreschi e colorati quartieri e le caratteristiche strade in alcuni tratti basolate, fiancheggiate ora da grandi edifici di recente costruzione, ora da palazzi ricalcanti lo splendido stile liberty, ora da maestosi monumenti che testimoniano lo spessore artistico e culturale di cui tutta la città è ricca.


Tra gli edifici religiosi maggiore rilevanza storica e artistica possiede la Cattedrale

Importante monumento architettonico racchiude, nella stratificazione degli stili prodotta dai molteplici rimaneggiamenti, gran parte della storia della città. Posta nella più antica area sacra di Palermo dove già i fenici, i ' romani, i bizantini e gli arabi avevano elevato i loro luoghi di culto, si affaccia su un vasto piano sistemato dall'arcivescovo Simone dì Bologna nel 1452 dove sorgeva una chiesa bizantina che gli arabi avevano trasformato in moschea ed i normanni avevano restituito al culto cristiano.

Costruita verso la fine del XII secolo per volere dell'arcivescovo Gualtiero Offamilio, presenta un preponderante stile siculo-normanno, movimentato da architetture che nascondono molteplici rimaneggiamenti. Essa era articolata secondo una pianta basilicale a croce latina alla quale vennero aggiunte, tra il 1781 e il 1801 e su progetto di Ferdinando Fuga (1699-1781), le navate laterali, le ali del transetto e la maestosa cupola. La sua facciata esterna è chiusa tra due alte torri a bifore e colonnine. Il portale mediano, risalente al 1400, è arricchito da una bifora e dagli stemmi aragonese e del Senato cittadino. La facciata principale è congiunta alla torre campanaria, di gusto medioevale, da due archi ogivali e presenta un bel portale d'accesso alla chiesa arricchito con i simboli dei quattro evangelisti (un leone, un angelo, un toro e un'aquila). Il fronte meridionale di stile gotico-catalano presenta tre arcate ogivali e un timpano ornato con elementi gotici. Nel corso dei secoli aggiunte e restauri hanno molto modificato l'edificio originario. Ma l'intervento più radicale e distruttivo fu quello operato da Ferdinando Fuga tra il 1771 ed il 1809 quando fece edificare una cupola gigantesca secondo il gusto dell'epoca che però era assolutamente priva di ogni legame con l'architettura fatimita dell'edificio. Fece, inoltre, distruggere le pareti laterali allo scopo di ricavarvi 14 cappelle, sostituire il soffitto ligneo ed imbiancare tutto l'interno già} privato, due secoli prima, dei mosaici originari.

Completamente trasformato con fredda architettura neoclassica, l'interno della Chiesa è a croce latina, a tre navate divise da pilastri. Nella navata destra vi sono custodite le famose tombe imperiali e reali. Già collocate in posizione privilegiata nella precedente basilica, furono qui riunite in occasione del restauro di fine '700. Sì tratta del sarcofago di Costanza d'Aragona (morta nel 1222), moglie di Federico II, della tomba di Enrico VI (morto nel 1197) della tomba di Federico II (morto nel 1250); l'urna racchiude anche le spoglie di Pietro II d'Aragona (morto nel 1342). Al muro di sinistra si trova il sarcofago di Guglielmo duca di Atene (morto nel 1338), figlio di Federico II d'Aragona; in secondo piano la tomba di Ruggero II (morto nel 1154) ed a destra la tomba dell'imperatrice Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II e madre di Federico II (morta nel 1198). A destra del presbiterio si trova la Cappella di S. Rosalia nel cui altare, entro una fastosa urna d'argento, sono conservate le reliquie della Santa, patrona della città.


IL TESORO: vi si accede dalla zona a destra del transetto e custodisce un bastone capitolare con belle incisioni in avorio di arte siciliana del XVII secolo, numerosi monili della regina Costanza d'Aragona come alcuni anelli e la preziosa corona imperiale in oro, incastonata di pietre preziose, perle e diamanti.


LA CRIPTA: custodisce diverse tombe di vescovi tra le quali spicca un sarcofago di età romana con in rilievo le figure delle nove muse greche e del dio Apollo.


LA MERIDIANA: Progettata dall'astronomo Giuseppe Piazzi, fu realizzata durante i lavori di rifacimento della Cattedrale ed inaugurata il 4 giugno 1801 per la festa del Corpus Domini. La Meridiana, posta nel pavimento davanti l'altare maggiore, è costituita da una fascia metallica lunga m. 21,812 a partire dal piede dello gnomone ricavato in una navata laterale. Ai lati della Meridiana, in un riquadro di marmo policromo, sono raffigurati i dodici segni zodiacali. Il centro dell'immagine solare sullo zodiaco della Meridiana è segnalato da una piccola inclusione in metallo diverso ed attraverso i tempi di permanenza del sole nelle diverse costellazioni viene determinato, mediante tavole astronomiche, il tempo d'ingresso del sole nei vari segni zodiacali.


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