Firenze e il Chianti

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Appena usciti da Firenze, in direzione sud si entra in una delle zone italiane più famose nel mondo: il Chianti. Il fascino del Chianti è tutto raccolto nel Re dei suoi frutti, un connubio perfetto tra l’arte della natura e la capacità dell’uomo. Stiamo parlando dell’omonimo vino, rosso come il cuore della gente che da secoli riesce ad ottenere dall’uva di queste colline un nettare rinomato in tutto il mondo. Questi secoli di passione e dedizione hanno trovato testimonianza nella scoperta di alcuni semi di ventitré secoli fa di “ Vitis Vinifera�? all’interno di un sito archeologico della zona.

Fu il barone Bettino Ricasoli nel 1874 a dare l’avvio alla leggenda del Chianti Classico. Grazie a lui infatti, vennero definite le proporzioni dell’uvaggio del Chianti, codificando la percentuale di presenza delle varie uve che ne compongono il bouquet. Il Chianti fu, nel 1967 uno dei primi vini italiani a cui venne conferito il marchio DOC, divenuto poi nel 1984 DOCG. La zona di produzione del vino, per la dolcezza delle sue colline, i casolari incoronati da filari di cipressi e i paesaggi unici, è diventata un’attrazione in sé. Se c’è un posto al mondo dove è nato l’agriturismo e dove se ne ritrova tuttora l’essenza, questo è proprio il Chianti.

Ma anche il primato dei percorsi enogastronomici e delle degustazioni in cantina spetta a questa zona, che offre al turista una vacanza unica all’insegna del gusto e della natura. Per trovare sempre la strada della prossima cantina, anche se si è “degustato�? un bicchiere di troppo, basta seguire la Strada del Vino

VACANZA IN CHIANTI

Uno dei percorsi consigliati, per godere del Chianti è la Via Chiantigiana, che da Firenze porta a Siena, passando per borghi incantevoli e perfettamente conservati: Greve, il castello di Montefioralle con la Chiesa S. Stefano,il Castello di Verrazzano e le sue cantine, Panzano, Castellina, Radda, Gaiole ed i castelli di Meleto e di Brolio. Uno dei castelli più conosciuti e di cui si consiglia la visita è quello di Monteriggioni, la cui cerchia muraria ispirò Dante nel XXXI Canto dell’Inferno. ..�?come sulla cerchia tonda, Monteriggion di torri si corona�?.

Guardando il castello, cha si erge dall’alto del colle e che appare grandioso, si ha come l’impressione che il tempo dentro e fuori le mura si sia fermato; la dimensione della vita non è cambiata, ruota sempre intorno al binomio uomo e natura ma con forti legami ai valori della cultura contadina in continuo contatto con la storia. Ecco perché la bellezza Monteriggioni affascina circa 70 mila turisti ogni anno! A due passi da Monteriggioni si erge il paese dalle cento torri, San Gimignano. San Gimignano con il suo indistinguibile profilo delle sue torri, fu sede di un piccolo villaggio etrusco già nel periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) ed era chiamato così dal nome del Santo Vescovo di Modena, che lo avrebbe protetto dai barbari. Crebbe molto durante il Medioevo grazie alla via Francigena che lo attraversava e si arricchì di straordinarie opere d’arte commissionate per l’abbellimento di chiese e conventi.

La peste del 1348 ed il successivo esodo misero San Gimignano in una grande decadenza, durante la quale fu costretta a sottomettersi a Firenze. Riuscì a riprendersi solo nei secoli successivi, quando si riscoprì la bellezza di questi luoghi, la loro importanza culturale e gli stretti legami con l’ identità agricola.

Meritano una visita il Duomo o Chiesa Collegiata, consacrata nel 1148; il Palazzo Comunale con il Cortile e Sala di Dante con la Maestà di Lippo Memmi; il Museo Civico e la Pinacoteca che conservano opere di Filippino Lippi e del Pinturicchio. Il Museo Archeologico conserva resti etruschi, romani e medioevali provenienti da scavi e ritrovamenti nel territorio comunale.

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