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Siviglia, patria del flamenco è la più grande delle città andaluse, oltre che una delle più eccitanti della Spagna; sorge sulle sponde del Guadalquivir ed è l'unico porto fluviale esistente ancor oggi in Spagna.
La sua storia risale ai tempi dei greci, cartaginesi, fenici e romani che la chiamarono Hispalis e divenne ancor prima di Toledo la capitale del regno dei visigoti. Oggi Siviglia oltre ad essere il capoluogo dell'Andalusia, è un importante centro industriale e turistico, incantevole città, caos e sregolatezza, quiete e tranquillità.
Nel "Barrio di Santa Cruz" antico quartiere ebraico, si trova l'autentica magia Sevillana: strette vie, bianche case, balconi con inferriate lavorate, piazze, fontane e i famosi cortili con aranceti. In passato era il ghetto degli Ebrei e ne mantiene ancora l'aspetto nelle due sinagoghe. All'angolo con la calle Lope de Ruedas si affaccia il balcone di Rosina, la protagonista del Barbiere di Siviglia. E proprio all'interno di questo antico quartiere si erge la Santa Iglesia Catedral, costruita sulla vecchia moschea. Questo tempio gotico è il più grande di tutta la Spagna - il corpo centrale é lungo 130 metri e largo 74 metri, conta 54 cappelle e 80 altari - e il terzo della Cristianità, dopo San Pietro, a Roma, e San Paolo, a Londra. E' considerata la chiesa più bella di Spagna.
Adiacente alla Cattedrale sorge, in quello che anticamente era il minareto della moschea, la torre della "Giralda". Costruita tra il 1184 e il 1196 e trasformata in campanile successivamente con l'aggiunta della guglia terminale, é alta 93 metri. Dalla sua piattaforma, a cui si arriva dopo un'interminabile gradinata, si gode una splendida vista su tutta la città.
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